L’incontro

L’incontro con te stesso

Ogni giorno, al risveglio, la prima persona che incontri è te stesso. Spesso, già con noi stessi fin dal primo incontro abbiamo delle aspettative, dei pregiudizi, degli atteggiamenti interiori abituali.

Prova ad accorgerti di come incontri te stesso: se inizi a pensare subito a quello che è accaduto il giorno prima o a quello che devi fare oppure se, invece, anche solo per un attimo, ti incontri e ti accogli.

In quell’attimo c’è la scintilla dell’incontro autentico, quella che puoi coltivare, nutrire e portare nell’incontro con l’altro.

La comunicazione

Quando incontri tuo marito, la tua compagna, i tuoi figli, i tuoi amici, puoi imparare a sentire cosa c’è in quel momento, al di là di tutti i preconcetti, di ciò che già conosci di lui o lei. Si dà molto per scontato il comportamento, la reazione, a volte anche lo stato d’animo. Ci si incontra, al mattino, la sera, al rientro dagli impegni quotidiani e la comunicazione è inquinata dalla discussione del giorno prima, dalla giornata lavorativa, dal nostro stato d’animo. Sicuramente, la relazione esiste grazie alla condivisione ma l’incontro, quell’attimo prima del dialogo o, a volte, quella pausa di silenzio che si può creare durante una condivisione, sono preziosi per instaurare un’alleanza, un’intimità ed un’accoglienza più profonde ed autentiche.

I desideri reali

Nella relazione di coppia, che vive oggi grandi difficoltà di comunicazione, credo che prestare attenzione all’incontro sia fondamentale. Prendere del tempo per ascoltare ed osservare come sta l’altro, se ha davvero voglia di ascoltare tutti i tuoi sfoghi quotidiani, se sta davvero bene come dice, a volte, se ha davvero voglia di ricevere il tuo abbraccio; viceversa, come stai tu, se hai davvero voglia di vedere il tuo compagno oppure se avresti bisogno di un momento per te stesso, se hai voglia di ascoltare o se avresti bisogno di silenzio. Ascoltare i nostri “si” e “no”.

Di recente ho letto una frase che mi ha fatta riflettere: “Quando dici “sì “ agli altri assicurati di non dire “no” a te stesso.” Nella mia personale esperienza e nei racconti di problematiche di coppia ho compreso che molto spesso si viola il nostro vero volere. Per far piacere all’altro, per la paura di sentirsi rifiutati o non accettati, per cattive abitudini interiori. Soltanto che in questi casi, si fa poi fatica a stare completamente ed autenticamente con l’ altro e l’incontro, in realtà, non avviene.

La spontaneità

L’incontro è semplicemente “stare con” e creare un contatto con ciò che c’è in quel momento. Senza sforzo, senza volerlo modificare, nella totale accoglienza. Difficile? Forse, in alcuni casi, può esserlo soprattutto in momenti di disarmonia e conflitto. Ma il punto di partenza può cambiare completamente la comunicazione, la risoluzione di un problema o di un momento di crisi e portare la relazione ad un livello più profondo, là dove le guerre di ego cessano di esistere.

I nuovi incontri

E nei nuovi incontri? Di solito ci portiamo sana curiosità, apertura, voglia di esplorare ma manche aspettative, paure e varie forme di giudizio.

Anche nei nuovi incontri ci vuole l’intenzione a voler davvero incontrare l’altro per quello che è e con ciò che porta con sé in quel momento. Lo sforzo è la volontà di guardare tutto come nuovo, cercando di bloccare i collegamenti e le associazioni che la nostra memoria è così brava a fare. Ricordarsi sempre che ognuno di noi è un nuovo mondo da scoprire in tutta la sua unicità.

Ogni incontro è sempre nuovo anche con chi conosciamo già.

 

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