Le maschere del tradimento

Tradimento…solo la parola fa tremare il cuore di chi la sente e di chi la pronuncia ma, secondo le statistiche, la percentuale di tradimento in Italia è davvero alta. Quando arriva il tradimento solitamente la coppia “scoppia”. Pare sia l’evento più doloroso, complicato e distruttivo da cui poche coppie riescono ad uscirne in modo davvero risolutivo.

Il tradimento sembra essere la strada apparentemente più facile quando ci si trova in un rapporto insoddisfacente e monotono ma, una volta varcata la soglia dell’inganno, del “di nascosto” e della trasgressione poi ci si trova a dover affrontare il disagio con se stessi e con l’altro.

Cercare fuori

Cosa vuol dire tradire? Venire meno ai valori della coppia, quei valori che hanno dato vita all’unione. Inutile quindi fare le famose distinzioni tra scappatella, tradimento a lungo periodo o tradimento virtuale. Chiedetevi semplicemente il motivo per cui avete mancato di rispetto a voi stessi ed a ciò in cui avete sempre creduto insieme al vostro compagno, compagna.

Pongo spesso la domanda “chi ha tradito chi?” e la risposta spontanea è sempre la stessa: “ho tradito me stesso, me stessa, anzitutto”. Questo significa che invece di ascoltarsi in modo profondo, di ascoltare e dare voce ai propri valori ed ai propri disagi, ci si è fatti dominare dai bisogni di affetto o sessuali. Cosa accade davvero? Perché invece di condividere con il proprio compagno il momento di crisi ci si trova coinvolti in un tradimento? Perché invece di sentire e cercare di comprendere ciò che non sta funzionando “a casa”, si va a cercare soddisfazione fuori?

Darsi per scontati

Spesso la coppia entra in crisi, uno dei due diventa più distaccato, assente semplicemente perché dà per scontato l’altro. Pensa di averlo già conosciuto fino in fondo, di sapere già tutto di lui/lei ed instaura delle abitudini relazionali che, in quanto tali, spengono l’intesa, la passione e la voglia di scoprirsi giorno per giorno.

A volte le donne che diventano mamme, diventano mamme anche del compagno dimenticandosi completamente della loro femminilità e del loro essere donne. Viceversa l’uomo si trascura e non dà più attenzioni alla donna perché pensa di averla già conquistata per sempre.

Spesso invece, si incasella l’altro in qualcosa di già conosciuto, come se non cambiasse mai, non evolvesse e non avesse niente di nuovo da esplorare. In realtà noi cambiamo ogni giorno, evolviamo, apprendiamo lezioni ed è impossibile rimanere sempre gli stessi.

Perciò ricordati che il tuo lui o la tua lei non è “fatto così” e nemmeno tu lo sei.

Entrambi avrete sempre qualcosa di nuovo da scoprire dell’altro, ogni giorno. Si dice che nemmeno noi stessi ci conosceremo mai fino in fondo!

Ovviamente ogni storia è a sé, è unica ed ha diverse sfumature, tanto quanto è unico ognuno di noi. Il punto in comune o simile nelle storie di tradimento è la mancanza di comunicazione tra due persone che si sono amate, hanno condiviso e si sono scelte anche se solo per un breve tratto di strada. Pian piano ci si chiude, si indossa la maschera del va tutto bene, si smette di parlare il linguaggio dell’intesa. E si sceglie la separazione invece che l’unione, il guardare fuori invece che dentro di sé e dentro il “noi”.

Le maschere

Una volta aver preso consapevolezza dell’accaduto è importante che entrambi i partner coinvolti si guardino davvero negli occhi e cerchino di dirsi la verità riguardo alla loro relazione. Che ognuno comprenda dove e perchè si è arenato nel viaggio insieme.

Se si sente ancora forte il sentimento che ha creato la coppia, il “noi”, forse è possibile cercare di comprendere davvero gli errori di entrambi, cercare di accettare, accettarsi, perdonarsi per scegliersi di nuovo.

Altrimenti è importante riconoscere i propri limiti se non si riesce a perdonare se stessi e l’altro, prendersi del tempo e darsi la possibilità anche di chiudere una relazione se questa è volta al termine.

Molto spesso nella fase successiva al tradimento si fatica a superare il dolore, il senso di colpa, non si ha la pazienza di aspettare i giusti tempi di elaborazione da parte di entrambi. Mi è capitato spesso di constatare quanto è facile indossare una nuova maschera per cercare di fare andare tutto bene, per la paura di restare soli, per la paura di ricominciare da capo.

Si rischia così di togliere la maschera del bisogno di affetto per chi tradisce e dell’abitudinarietà per chi viene tradito (per esempio) per indossare poi entrambi la maschera del “va tutto bene” e ricadere in uno schema di insofferenza e finto amore.

La sincerità

Il suggerimento in questi casi è sempre quello di ascoltarsi fino in fondo, di sentire sé stessi e l’altro ponendo attenzione ai nostri messaggi del corpo ed alle sensazioni più profonde. Solo così è possibile uscire dalla recita del tradimento e della non comunicazione, armandosi di pazienza e di voglia di ricominciare con lui o con lei se lo sentiamo possibile e se sentiamo che alla base c’è un Amore autentico oppure di ricominciare da zero iniziando ad essere davvero sinceri con noi stessi, anzitutto.

2 pensieri su “Le maschere del tradimento

  1. Analisi particolarmente approfondita ed esaustiva. Peccato non lo siano anche le indicazioni per affrontare la situazione.
    Un’equazione che contenga solo tre componenti, non è’ quasi mai risolvibile senza “morti e feriti”

    • Caro Anonimo,
      sicuramente in questa dolorosa situazione ci sono “morti e feriti”, purtroppo però non c’è una ricetta uguale per tutti. Ogni situazione è diversa tanto quanto lo sono le coppie presenti sulla terra. L’articolo vuole dare degli spunti di riflessione e trasmettere ai “morti” che possono rinascere con una nuova consapevolezza di sè ed ai “feriti” che possono prendersi cura delle ferite. In entrambi i casi abbiamo la possibilità di scegliere di occuparci di noi, da soli o con l’aiuto di una figura esterna.

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