Il Daimon: l’altra parte di te che conosce la tua vocazione e il tuo talento

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Nella vita di molti di noi arriva il giorno o i giorni in cui la voce dell’insoddisfazione bussa alla porta. Senti di non essere nel posto giusto al momento giusto, anzi ti senti fuori luogo e la sensazione di non vivere la tua vita ti pervade. Fai finta di niente, ti distrai, esci con gli amici ma dopo qualche giorno quella sensazione bussa di nuovo…è il tuo Daimon ed ora te lo presento.

Il Daimon, l’altra parte di te

La parola Daimon ha origine dal greco antico dáimōn che significa “demone o essere divino”. “Nel mondo antico, il Daimon era una figura proveniente da un altrove, né umana né divina, una via di mezzo tra le due cose, abitante di una regione mediana (metaxu), la stessa dell’anima. (James Hillman)

James Hillman psicologo e filosofo statunitense, allievo di Carl Gustav Jung, psichiatra psicoanalista e antropologo svizzero che ha dato un apporto grandioso alla conoscenza dell’animo umano, ha scritto un intero libro intitolato “Il codice dell’anima” dedicato all’esplorazione del Daimon e che mi ha ispirata ad approfondire questo argomento.

Il Daimon è una forza amica che ti parla spesso con un linguaggio magico: attraverso coincidenze e sincronicità, attraverso stati di innamoramento per qualcosa o per qualcuno, con sensazioni di entusiasmo ed emozioni piacevoli, ma anche con accadimenti dolorosi che ti fanno cambiare strada, riflettere e scoprire nuove risorse che non sapevi di avere.

È come avere accanto un’altra parte di te che a suo modo ti guida a percorre la tua strada, quella giusta per la tua evoluzione e per portare il tuo talento o i tuoi talenti ed abilità nel mondo.

La storia della ghianda

James Hillman spiega il Daimon con la storia della ghianda: “La ghianda, dal punto di vista della botanica, è una angiosperma, una pianta completa in embrione. L’essenza della quercia è già lì, presente nella sua totalità.”

La ghianda rappresenta il Daimon, la vocazione, il talento, l’anima, il destino ovvero l’essenza di ciò che noi siamo destinati ad essere. Ovviamente se il seme non viene annaffiato e nutrito muore ma, per tutta la vita, cercherà di farsi sentire, di esprimersi e di far sì che la tua unicità si esprima nel mondo.

Dice Hillman “Il Daimon ci accompagna fedele e ci stimola alla grandezza, alla potenza. Vuole essere celebre e celebrato e non desidera altro che esprimersi.”  E ancora “Il Daimon chiama tutti, non solo chi la storia ricorderà, nel bene come nel male. Non esiste una chiamata mediocre, come sottolinea Hillman, ma solo vite in cui la chiamata viene rifiutata.”

L’importanza della biografia nella ricerca del Daimon

Nella nostra storia e soprattutto nella nostra infanzia, c’è un filo conduttore che ci parla del Daimon, del nostro talento, poiché è durante la nostra infanzia che esso si manifesta in modo evidente. L’importante è uscire da quella che Hillman chiama “superstizione parentale”, mentre ripercorriamo la nostra storia. Ovvero quando assegniamo alla nostra famiglia, ai genitori la responsabilità di ciò che ci accade. Purtroppo è uno dei mali del nostro tempo quello di guardare alla nostra storia prediligendo solo i momenti brutti come se solo quelli avessero avuto un’influenza su ciò che siamo. Questa superstizione ci impedisce di vedere in modo obbiettivo ed equo ciò che siamo, la nostra essenza.

L’autostima: il terreno fertile per la ghianda

La ghianda per poter diventare quercia ha bisogno di un terreno fertile e delle dovute cure. Il terreno fertile è la stima e la fiducia che abbiamo in noi stessi. Senza autostima il Daimon fatica a comunicare con noi perché deve combattere contro una forza che rema contro, deve combattere con quella voce che nella vita ci blocca o ci fa procedere a rallentatore. La voce che dice “sono un buono a nulla, non sono all’altezza, non ce la faccio”. Ed in questo caso personalmente mi sono fatta aiutare dai Fiori di Bach: Larch il fiore che ci aiuta ad avere fiducia nelle nostre capacità ed abilità, Mimulus il fiore che ci aiuta ad avere coraggio e cura per noi stessi, Centaury il fiore che ci aiuta a riconoscere la nostra importanza.

L’importanza delle sensazioni

Ancora Hillman: “La ghianda non indulge in filosofie di vasta portata. Ti fa battere il cuore, esplode in un accesso di rabbia…eccita, chiama, pretende ma raramente offre uno scopo grandioso. La forza di attrazione dello scopo è intensa e improvvisa: ci si sente molto risoluti. Ma in che cosa consista esattamente lo scopo e il come arrivarci rimangono nel vago”. Ovvero sta a noi scoprirlo percependo la nostra importanza nel mondo e prestando attenzione a sensazioni, emozioni, coincidenze e sincronicità e cercando perché come dice Paulo Coelho “Quando cerchiamo qualcosa anche quel qualcosa è in cerca di noi”.

Come ci suggeriscono tutti i grandi saggi e studiosi dell’animo umano, ti invito al contatto con te stesso concedendoti momenti di silenzio, nella natura o in luoghi che ti donano sensazione di intimità dove puoi incontrare l’altra parte di te.

Se senti di aver bisogno di un supporto puoi scegliere il “Percorso Autostima e Talenti” o una consulenza per scegliere i fiori più adatti a te. Contatti:

 tel. 327- 4745778

diana@dianacordara.it

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