Agnese e il segreto della vera felicità

Donna vera felicità, fiori gialli, bellezza

Sono in ritardo come al solito. Ma dove ho messo la borsetta piccola? Non ho proprio voglia di avere pesi addosso stasera, ho bisogno di leggerezza. 19.45, meglio chiamare.

“Giorgia ciao, perdonatemi sto arrivando.”

“Agnese ma allora vuoi proprio litigare. Stasera passa perché c’è l’amica di Anna ma la prossima volta ce ne andiamo davvero.”

“Scusami tanto con tutte, corro più veloce della luce, ciao”.

Giorgia sta cambiando ultimamente è diventata noiosa, forse ha bisogno di divertirsi un po’. La inviterò per un’uscita a due così le trasmetto un po’ di “Peace&Love”, in fondo me lo ha dato lei questo soprannome.

La positività che funziona

Agnese ci sa fare con le persone ha imparato come fare per piacere agli altri e tenerseli stretti stretti: essere sempre simpatica, allegra, di buon umore, positiva e amorevole. E funziona anche se ogni tanto è sfinita e affranta. Anzi quando è sola vive momenti di profonda tristezza.  

Borsa trovata, trucco perfetto, scarpe.Volo.

Stasera mi sa che mi bevo un bel calice o forse due di Negramaro, l’ultima volta mi ha fatto un effetto molto piacevole e ho fatto divertire tutti. Speriamo che Lucia non ci stressi con i suoi soliti problemi da mamma noiosa e che l’amica di Anna sia simpatica. Adoro conoscere persone nuove, soprattutto quando siamo in gruppo così si evitano i discorsi profondi. È vero che abbiamo una certa età ma non vuol dire che dobbiamo intavolare sempre argomenti sul senso della vita.

Finalmente era arrivata a destinazione. La serata tra amiche con il passare degli anni era diventata sempre più rara. Da quando erano passate tutte agli over 45 riuscivano ad organizzarla solo una volta al mese invece che una volta la settimana. Per Agnese, di nuovo single dopo una lunga relazione finita male, era una boccata di ossigeno. Non le piaceva stare da sola, anche se la vita le stavo proponendo quella dura esperienza.

Le soprese che non si aspettano

“Agnese stai per finire i Jolly del ritardo, sappilo”. Giorgia era la più rigida di tutte, anche perché arrivava sempre in anticipo.

“Ragazze ho incontrato proprio lui, l’Antonio Banderas dei Navigli, non potevo essere scortese, ho scambiato due chiacchiere ed ho perso la cognizione del tempo. Piacere Agnese, mi farò perdonare per il ritardo”.

“Piacere mio, sono Giusy. Tranquilla, Anna mi aveva preparata.”

“Spero che ti abbia raccontato anche i miei lati belli. Ragazze ordiniamo? Ho fame, sete e….”. La sua voce allegra si spense improvvisamente. Si voltarono tutte nella direzione in cui Agnese pareva avesse visto un fantasma. Eh, sì era proprio lui, Pietro e non con una ma con ben due belle donne.

“Agnese, cambiamo locale? Qui vicino ce ne sono molti altri. Dai ragazze, andiamo”.

Ecco Lucia con il suo solito istinto materno.

“Non se ne parla proprio, stiamo qui tranquille e ci godiamo la serata. È acqua passata, in fondo prima o poi poteva accadere, sarebbe stato meglio poi ma è arrivato il momento di metterci la pietra sopra. La pietra sopra Pietro.” Agnese scoppiò a ridere e loro con lei anche se, per solidarietà provavano più o meno intensamente lo stesso fastidio e dolore.

Solo il lato bello

Ordinarono e iniziarono a raccontarsi le loro novità. Agnese era in un tumulto di emozioni ma mai e poi mai voleva rovinarsi la serata, né farsi compatire e mostrare la propria fragilità.

Per fortuna Anna aveva da raccontare la sua esperienza in tv. Aveva partecipato a un gioco a premi e si era divertita tantissimo, soprattutto nella fase trucco-parrucco. Mostrò loro le foto con 10 acconciature diverse e Agnese si impegnò a trovare la somiglianza con attrici diverse. Era riuscita a distrarsi ma all’arrivo del cameriere con le ordinazioni incrociò lo sguardo di Pietro che la salutò con la mano, lei sfoggiò il suo miglior sorriso e contraccambiò il saluto mentre dentro si sentiva morire.

Il senso di colpa la avvolse di nuovo per un attimo. Aveva sbagliato ma lui non l’aveva perdonata e in fondo nemmeno lei si era perdonata. Mentre lui viveva un momento di crisi personale a causa del lavoro, lei si era messa a flirtare con un collega. Non era successo nulla, non lo aveva tradito secondo lei. Ma quando lui per caso aveva scoperto uno scambio di mail si era sentito tradito. E lei non si era sentita di dargli torto.

Fin da piccola rifuggiva la tristezza, il dolore, le liti. Aveva imparato molte tecniche per evitarli ma quando se li era trovati accanto per giorni e giorni, a colazione, la sera prima di dormire, in ogni attimo di tempo libero, aveva cercato fuori dalle mura di casa la sua consolazione.

“Agnese come ti senti? Avevo ragione, era meglio cambiare locale.”

“Ragazze sto benissimo davvero. Anzi preparatevi per nuove avventure perché mi sono iscritta ad un corso di tango! La musica è un po’ triste ma al corso di latino-americano possono essere tutti figli miei, loro vorrebbero sperimentare la donna matura ma io i ragazzini no!”.

“Chissà se crescerai mai cara Agnese, ma fai bene vorrei andarci io a tango invece che stare dietro ai marmocchi urlanti tutto il giorno. Perché non porti anche Giusy così la tiri fuori dal suo “tanto sto bene da sola” ?

“Sì Agnese mi piacerebbe, forse è arrivato il momento di smettere di piangermi addosso!”

“Perfetto, scambiamoci i numeri, vedrai che ci divertiamo. Ci sono uomini di un certo tipo a tango, ho già fatto una lezione di prova e mi sono divertita come una pazza. Giorgia tutto bene? Sei silenziosa stasera.”

“Solo un fastidioso mal di testa, tranquilla ho già preso un antidolorifico”.

“Bene ragazze, per festeggiare la “serata della pietra” offro io e non accetto lamentele.”

Agnese andò a pagare in cassa. Si voltò e lui era proprio di fronte a lei.

“Ciao, come stai? Volevo presentarti la mia compagna Laura. Le ho parlato tanto di te e voleva conoscerti.”

“Bene, grazie. Piacere Agnese. Immagino ti avrà raccontato il peggio. In fondo credo sia normale parlare male della ex alla nuova fidanzata.”

“Affatto, ti elogia sempre. Se non fossi così certa del nostro colpo di fulmine sarei gelosa.”

“Mi fa piacere. Sono felice per voi e mi ha fatto immenso piacere conoscerti Laura ma ora devo proprio andare, devo riaccompagnare a casa una mamma dai suoi pargoli.”

Si salutarono e Agnese alzò lo sguardo, tirò fuori il suo miglior sorriso e tornò dalle ragazze.

“Ok ora è davvero il caso di andare, così vi racconto e vi faccio morire dalle risate”.

Alla scoperta della verità

Fuori dal locale Agnese ripeté la scena in versione comica. Risero di gusto ma tutte tennero per sé l’amaro in bocca che la vicenda aveva lasciato loro. Si salutarono ma Giorgia le chiese di accompagnarla alla macchina.

Rimaste sole Giorgia raggiunse una panchina e si sedette.

“Agnese, se davvero sono la tua migliore amica non posso più stare zitta. Ti ho amata e accolta con la tua maschera di allegria ma, è per l’appunto una maschera. Che io non sopporto più, stasera non ho mal di testa sono solo stanca del tuo finto buon umore, e che tu creda che la tua allegria ti permetta di arrivare in ritardo ogni santa volta. Ho voglia di conoscere la mia amica nei suoi lati belli e in quelli brutti, nella gioia e nel dolore.  Voglio poter discutere, litigare e piangere. Possibile che non ti concedi mai un momento di verità?

Stasera siamo state male tutte al posto tuo. Dietro alla tua finta allegria arriva un doloro fortissimo. A te sembra di riuscire a nasconderlo ma non è così. Sai che non ti ho mia vista senza trucco? Nemmeno in estate! Sai che non ti ho mai vista piangere? Questo significa che non condividiamo tutto ma solo che tu condividi solo ciò che fa comodo a te, solo la parte bella della medaglia e a me non sta più bene.”

“Ma le persone mi amano per questo. E poi io odio la tristezza e il dolore. Funziona essere felici come me, tutti mi cercano.”

“Tutti non cercano te Agnese, cercano la tua maschera. E la tua non è vera felicità. Sono sicura che anche tu sei triste o soffri. Lo so che stasera è stata pesantissima, lo so quanto Pietro è stato importante per te ma, lasciatelo dire, l’hai perso per lo stesso motivo per cui ora stai perdendo me. La vita è fatta di opposti, del giorno e della notte. Far finta che sia giorno anche quando fuori è tutto buio non è reale e soprattutto non è vita vera. La notte ha la sua bellezza, il suo insegnamento, le sue lezioni. È il tempo del riposo, dell’ascolto, del dolore che ti fa crescere e che ti unisce alle persone. Ti dicono niente queste parole? “

Agnese era ammutolita, due lacrime le rigavano il volto. L’unica cosa che riuscì a fare era prendere la mano della sua amica. Non voleva che se ne andasse anche lei. Sapeva che aveva ragione.

“Ho imparato ad essere così ma non so quando l’ho imparato. Non me lo ricordo. Sai, quando ti accorgi che tante persone ti cercano e che quando sono con te riesci sempre a farle ridere è bello. Ti senti importante. Però ti confesso che mi manca qualcosa, che so che c’è qualcosa che non va. Quando non mi vede nessuno anche io ho dei momenti di tristezza, una tristezza profonda. Ti prego non andare via anche tu, aiutami a migliorare.”

Giorgia la abbracciò. “Agnese non me ne vado, sei la mia migliore amica. Io voglio solo conoscerti meglio. Voglio poterti chiamare anche quando sono triste sapendo che la mia tristezza verrà accolta e non cacciata via come un brutto male e vorrei fare lo stesso per te. Conoscerti senza trucco ed anche nei tuoi momenti peggiori”.

Rimasero così abbracciate in silenzio. Agnese ringraziò Giorgia e tornò a casa sfinita ma in fondo in fondo sollevata. Quella notte lasciò uscire tutto il dolore che aveva trattenuto per Pietro.

Il giorno dopo squillò il telefono alle 7.30 del mattino, era Lucia. In effetti solo la “mammina” poteva chiamare a quell’ora. “Agnese, come stai? So che non vuoi sentirtelo dire ma mi è spiaciuto tanto per ieri sera.”

“Invece ti ringrazio Lucia. In effetti è stata dura, ho pianto tutta la notte.”

“Allora anche tu sei umana.”

“Sì anche io sono umana e presto mi conoscerete in tutta la mia umanità, nel bene e nel male.”

“Mi sento di parlare per tutte noi Agnese: non vediamo l’ora di conoscerti!”

 

Per gli appassionati dei Fiori di Bach, questo racconto è stato ispirato da Agrimony.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.